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Sabato 15 Dicembre a Voltaggio proiezione di "Mani. Un racconto sul cibo"

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sabato 15 dicembre a Palazzo Gazzolo (Voltaggio AL)

Proiezione di “MANI - Un racconto sul cibo” di Michele Trentini

Le mani di dodici donne dell’Appennino Piemontese riprese mentre impastano e preparano gnocchi di patate, agnolotti, focacce, cima, torta di riso e altre delizie

Nel 2015 miglior documentario al Festival del Documentario d’Abruzzo di Pescara e primo al Premio Nazionale “Ti mando a quel paese” della rassegna “Il Mestiere del Cinema a Piedimonte Matese (Caserta). Nel 2016 miglior documentario al “Food Film Fest”

Sarà presente Gianni Repetto - ideatore del soggetto e autore delle ricerche sul campo

Maria Benasso, 92 anni di Voltaggio, abilissima nel preparare gli gnocchi: i “rotolini” di pasta da tagliare con il coltello e il tocco finale con le dita dal quale esce la prelibata pasta fatta in casa, solitamente condita con il pesto alla genovese, nel film “creato” da Silvia De Lorenzi, di Cà de Gualchi (Parodi Ligure).
Piera Repetto e Sandra Sciutto, entrambe di Capanne di Marcarolo, la frazione di Bosio cuore del Parco, sono le “autrici” del focaccino e della Formaggetta delle Capanne, tipico formaggio di questa zona appenninica, riscoperto grazie al Parco Capanne di Marcarolo, ente che ha prodotto il film.
La cima è opera di Caterina Bagnasco, residente alla cascina Acque Striate (Voltaggio). Da Lerma arrivano invece Elena Pronesti e Laura Reseco per gli agnolotti e i ripieni. Ancora da Voltaggio, con Erica e Manuela Bisio, un’altra famosa ricetta locale, la torta di riso, mentre la salsa verde, solitamente abbinata al bollito di carne, è opera di Luciana Borra di San Cristoforo.
Chiudono la rassegna Gianna Danese, di Tagliolo Monferrato, con lo stoccafisso accomodato, e Adelina Ravera, di Bosio, i ravioli e la pasta sfoglia.
per visualizzare l'anteprima del film:
https://youtu.be/-nBc2pEBqXA

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Dicembre 2018 09:54
 

Le Aree Protette dell'Appennino Piemontese presenti alla Fiera "Parchi da amare"

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L'Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese è stato presente a Torino, alla giornata di inaugurazione della Fiera "Parchi da amare", alla sua prima edizione, Venerdì 23 Novembre 2018.

Il puntuale e tempestivo lavoro dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese ha reso possibile la presenza istituzionale della Regione Piemonte alla Fiera, ospitata presso il Padiglione 1 del Centro Fiere del Lingotto.

Auspichiamo che la Fiera possa diventare via via un appuntamento sempre più significativo per operatori del settore e visitatori interessati.

Il materiale informativo distribuito e illustrato ai visitatori della fiera è consistito in dépliants, pubblicazioni scientifiche e dvd, oltre naturalmente alle cartine escursionistiche.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Novembre 2018 13:04
 

Conoscere il cane da protezione!

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Conoscere il cane da protezione - Piccola guida per escursionisti consapevoli

 

 

Chi è

Il cane da protezione è un animale di grossa taglia che nasce, cresce e vive costantemente con il bestiame: il suo compito è proteggerlo dai potenziali predatori. Le razze che si trovano più frequentemente sulle nostre montagne sono il Pastore Maremmano-Abruzzese e il Cane da Montagna dei Pirenei, grossi cani bianchi (talvolta con il mantello a chiazze scure) di circa 35-50 Kg che, a volte, sono difficili da distinguere se si trovano in mezzo al gregge.

Qual è il suo lavoro

A differenza dei cani da pastore, che accompagnano costantemente il pastore aiutandolo a radunare il bestiame e obbedendo ai suoi ordini, i cani da protezione lavorano con un certo margine di autonomia: devono poter essere in grado di decidere da soli e tempestivamente come agire nei confronti di una minaccia al bestiame ma, ovviamente, ciò non significa che possano essere lasciati liberi senza il controllo di una persona. Il pastore è sempre responsabile del comportamento dei suoi cani!

I cani da protezione rappresentano uno degli strumenti più efficaci per la riduzione delle predazioni e, nello stesso tempo, sono una sicurezza per l'allevatore stesso, che - ricordiamolo - passa molte ore tutti i giorni da solo in montagna.

Non utilizzare i cani da protezione potrebbe portare il bestiame a un altro rischio di predazione, rendendo molto difficoltoso il lavoro per il pastore.

I cani da protezione reagiscono verso qualsiasi elemento che rappresenti una minaccia per il bestiame, escursionisti che non tengono comportamento corretti inclusi. Capita purtroppo che alcuni cani non correttamente addestrati manifestino comportamenti aggressivi anche verso le persone: un cane equilibrato e un escursionista informato possono invece incontrarsi in montagna senza incidenti.

Come mi comporto se incontro un cane da protezione in montagna

Non bisogna mai attraversare il gregge passando tra gli animali ma bisogna sempre aggirarlo. E' probabile che il cane si avvicini abbaiando e che eventualmente possa anche "annusare" l'intruso. Molto spesso il cane lo accompagnerà lungo il tragitto, fino a quando reputerà che non vi sia più pericolo per gli animali. Se il bestiame non viene disturbato, anche i cani resteranno più tranquilli.

Non bisogna gridare né fare movimenti bruschi con braccia o bastoni o, tantomeno, lanciare sassi verso i cani o verso il bestiame.

Nel caso in cui il cane si avvicini, bisogna fermarsi ed evitare di guardare il cane diritto negli occhi (segno di sfida). Per allontanarsi, indietreggiare piano senza voltare le spalle al cane e guardando verso il basso.

Se sei in bicicletta, conviene scendere dal mezzo e accompagnarlo a mano fino ad allontanarsi dal bestiame.

Se ci sono dei bambini, è necessario tenerli vicino a sé o prenderli in braccio.

Se si ha un cane, va tenuto al guinzaglio, evitando di prenderlo in braccio.

Se, nonostante tutto, il cane mantenesse un comportamento aggressivo, va segnalato al Comune in modo che il proprietario possa agire di conseguenza, cercando fermamente di correggerne il comportamento.

 

Approfondimenti

"Il progetto LIFE WOLFALPS"

Il progetto europeo LIFE WOLFALPS "Il lupo sulle Alpi" lavora per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina di lupo, che lentamente e in modo naturale sta riconquistando gli spazi da cui era stato cacciato un secolo fa.

Affinché il lupo abbia un futuro sulle Alpi è necessario imparare nuovamente a convivere con questa specie: promuovere l'adozione di misure di prevenzione degli attacchi ai domestici, contrastare le uccisioni illegali, incoraggiare una migliore conoscenza e una maggiore tolleranza nei confronti del lupo sono le principali azioni che il progetto LIFE WOLFALPS sviluppa per contribuire in modo determinante a questo lungo processo. Non ci sono scorciatoie: la conservazione passa attraverso la convivenza. LIFE WOLFALPS abbraccia tutto l'arco alpino sul versante italiano e in territorio sloveno. Coinvolge dodici partners dal Piemonte alla Slovenia e decine di Enti e Associazioni che hanno deciso di supportare il progetto LIFE WOLFALPS.

Centro di referenza regionale "Grandi carnivori"

L'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appenino piemontese è associato al Centro di referenza per la gestione di specie animali selvatiche tutelate denominato "Grandi Carnivori".

Per saperne di più http://www.centrograndicarnivori.it/

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Luglio 2018 12:00
 

Presunte situazione di pericolo caduta massi nel Parco Capanne di Marcarolo

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Con rapporto amministrativo 01/2018 (prot. n. 204 pos. 08.01.02) della Regione Carabinieri Forestale "Piemonte" Stazione di Gavi è stato comunicato quanto segue: "Attraversato il guado sul t.te Gorzente, percorrendo la s.p. 165 in direzione Capanne di Marcarolo, dopo circa un centinaio di metri dal locale turistico ricettivo"Baita Gorzente", si nota in sponda destra dello stesso torrente una rilevante formazione rocciosa, dal peso di decine di tonnellate, che si presenta inclinata verso valle e sulla quale, a monte, grava una rilevante quantità di materiale roccioso disgregato, in scivolamento e in spinta sul torrione roccioso stesso. La base della formazione rocciosa si presenta a prima vista instabile, con rilevante erosione al piede e infiltrazioni di acqua nello stesso."

E' inoltre pervenuta la seguente segnalazione da parte di un privato cittadino:

  • comune di Bosio (AL)  - asta fluviale torrente Gorzente : presunta situazione di pericolo a causa della presenza di una rilevante massa rocciosa posta a monte del lago del Funtanin (comunemente denominato Lago delle Vergini) immediatamente al di sopra del sentiero ufficiale F.I.E. "Lago Inferiore della Lavagnina - Valico Eremiti" (segnavia 2 barre gialle).

Si segnalano inoltre due frane attive sui seguenti sentieri : Sentiero Naturalistico della Lavagnina (SNL) e sentiero Voltaggio-monte Tobbio.

Si raccomanda agli escursionisti di usare la massima prudenza e attenersi alle indicazioni dei cartelli predisposti dall'Ente sul territorio, percorrendo con molta attenzione le varianti presenti.


 

I dati delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese nell'Atlante al riconoscimento delle orchidee del Piemonte

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A luglio 2017 è stato pubblicato da Edizioni Boreali l'Atlante al riconoscimento delle orchidee del Piemonte a cura di Amalita Isaja, Lorenzo Dotti e Daniela Bombonati, il quale sintetizza decenni di indagini, consultazioni bibliografiche, disamine di fogli d'erbario confluite in uno sforzo di raccolta, informatizzazione e revisione critica di oltre 16.000 dati, confluiti nella Banca Dati Regionale.

Le Aree Protette dell'Appennino Piemontese hanno contributo al lavoro svolto con ben 79 segnalazioni tra le quali quella della rara Epipactis placentina presente nella zona orientale del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo e in alta Val Borbera nella ZSC del massiccio Antola, monte Carlo, monte Legnà.

A corredo dell'atlante distributivo la pubblicazione offre anche una guida al riconoscimento sul campo, che si avvale di chiavi di determinazione innovative, di un importante impianto iconografico composto dalle tavole originali ad acquerello di Lorenzo Dotti e da centinaia di fotografie scattate quasi esclusivamente in Piemonte.

Il libro propone inoltre cinque itinerari di scoperta in alcuni siti tra i più ricchi di valori ambientali, paesaggistici e naturalistici della regione, che invitano i lettori ad un viaggio di scoperta non soltanto dedicato alle orchidee ma a un territorio straordinario talvolta poco conosciuto; tra questi, ce ne sono due in provincia di Alessandria, nell'acquese "Calanchi e praterie aride al confine tra Piemonte e Liguria" e nel torinese "Il Tortonese: paradiso delle Ophrys tra Garbagna e S. Sebastiano Curone".

Di seguito il link all'articolo completo di pubblicato dalla rivista on line di Piemonte Parchi : "Un fundraising per le orchidee del Piemonte" di Amalita Isaja, Lorenzo Dotti e Daniela Bombonati

 

L’Ente delle Aree Protette dell’Appennino piemontese e Almo Nature insieme per la salvaguardia del lupo e della biodiversità

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Col progetto “Farmers&Predators” Almo Nature dona 900kg di mangime per i cani da guardiania delle aziende zootecniche dell’Appennino

L’ Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese e Almo Nature, hanno siglato un accordo di collaborazione per la fornitura di crocchette per il sostenimento dei cani da guardiania impiegati dalle aziende zootecniche locali per la difesa del bestiame, al fine di ridurre il conflitto tra uomo e lupo.

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