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Home Ecomuseo di Cascina Moglioni
Ecomuseo Cascina Moglioni
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L’Ecomuseo è una pratica partecipata di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, elaborata e sviluppata da un soggetto organizzato, espressione di una comunità locale, nella prospettiva dello sviluppo sostenibile (Carta di Catania - 2007)

Gli ecomusei si configurano come processi partecipati di riconoscimento, cura e gestione del patrimonio culturale locale al fine di favorire uno sviluppo sociale, ambientale ed economico sostenibile.
Gli ecomusei sono identità progettuali che si propongono di mettere in relazione usi, tecniche, colture, produzioni, risorse di un ambito territoriale omogeneo con i beni culturali che vi sono contenuti.
Gli ecomusei sono percorsi di crescita culturale delle comunità locali, creativi e inclusivi, fondati sulla partecipazione attiva degli abitanti e la collaborazione di enti e associazioni.

(
Documento strategico degli ecomusei italiani - 2015)

L'ECOMUSEO DI CASCINA MOGLIONI

L’Ecomuseo di Cascina Moglioni, istituito nel 1996, è stato tra i primi nati in Italia, insieme all’Ecomuseo della Segale - Aree Protette Alpi Marittime, all’Ecomuseo Colombano Romean - Aree Protette Alpi Cozie, all’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano - Associazione Basso Monferrato Astigiano. Gestito, come già ricordato, dall’Ente Aree Protette Appennino Piemontese (già Ente Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo), ha sede presso un’antica cascina della zona di Capanne di Marcarolo (punto GPS 44.568897, 8.778814), vicino al sito storico della Benedicta, località nota perché teatro di un terribile rastrellamento, avvenuto nella primavera del 1944, nel quale persero la vita più di cento giovani antifascisti. La zona di Capanne di Marcarolo, istituita a Parco Naturale Regionale nel 1979, già agli inizi degli anni ’80 era stata a fondo indagata proprio per le sue particolarità non solo naturalistiche ma anche storico-antropiche, dovute al lungo isolamento geografico rispetto ai centri urbani limitrofi.

L’Ecomuseo si trova in un contesto naturale estremamente suggestivo, tra boschi di faggio, castagni secolari e praterie umide che ospitano specie vegetali e animali di grande interesse. Tra le tante specie presenti ricordiamo: Zerynthia cassandra, con la sua pianta nutrice Aristolochia rotunda, Euphydryas provincialis, con la sua pianta nutrice knautia arvensis, Neotinea tridentata, Neotidea ustulata, presenti nei prati della cascina; Ichthyosaura alpestris apuana, Bubo bubo, Caltha palustris, Eriophorum angustifolium, Narcissus pseudonarcissus concentrati in particolare nella zona umida intorno alla pozza d’acqua; Dryocopus martius, nelle faggete mature e Canis Lupus, avvistato nelle pertinenze della struttura.

Poche sono le notizie storiche circa la Cascina Moglioni, il cui nome deriva dal termine dialettale muiuìn che significa zona umida, habitat diffuso nelle pertinenze dell’abitato. Essa viene citata, per la prima volta, in un documento della seconda metà del ‘700 (il cosiddetto Cabrero di Campo Freddodel 1782, compilato dal Capitano Giacomo Brusco, ingegnere e cartografo al servizio della Repubblica di Genova), tra le diverse proprietà della famiglia Spinola, famiglia nobile genovese che possedeva molti terreni e case rurali in zona9; da testimonianze più recenti sappiamo inoltre che essa è stata abitata da diverse famiglie, fino all’inizio degli anni ’70 periodo storico in cui si è registrato un massiccio abbandono della zona da parte degli abitanti, i Cabané, scesi nelle città limitrofe in cerca di condizioni di vita migliori. Per quanto r iguarda la struttura, l ’ecomuseo s i sviluppa su due edifici paralleli tra loro un tempo utilizzati rispettivamente come stalla e fienile (costruzione a destra, nell’immagine ) e come abitazione (costruzione a sinistra, nell’immagine), gli abitati presentano tipici tetti molto spioventi (a 45° gradi), l’uno ricostruito con le tipiche tegole della zona dette pisanin, l’altro con scandole di legno di castagno.

CHE COS’E’ UN ECOMUSEO?

La parola ecomuseo è un neologismo ideato da Hugues de Varine, quasi per gioco, nel 1971, in occasione della Conférence génerale du Conseil International des musées, in Francia. Pur essendo difficile fornire una sola definizione,  data la varietà di strutture ecomuseali che nel corso dei decenni sono nati in tutto il mondo, ecco quali sono le principali caratteristiche di un ecomuseo.

L’Ecomuseo è un’istituzione che si occupa di studiare, tutelare e far conoscere la memoria collettiva di una piccola comunità, delimitata geograficamente. Attraverso il coinvolgimento della popolazione locale, inoltre, interviene a favore dello sviluppo economico del territorio. L’Ecomuseo pertanto non è solo una collezione di oggetti del passato, ma, realizzato nella stessa realtà che esso stesso rappresenta, ha finalità a più ampio raggio riassumibili come segue :

  • protezione ambientale
  • tutela dei siti storico-culturali
  • coinvolgimento della popolazione locale
  • studio e ricerca del patrimonio materiale e immateriale
  • promozione di attività economiche tradizionali sostenibili
  • sviluppo di un turismo ecologico con vendita di prodotti tipici

ANALISI DEL TERMINE ECOMUSEO

ECO (οκος)-MUSEO

ECO = ECOLOGIA
Gli ecomusei, spesso istituiti e gestiti da Parchi naturali, promuovono la tutela ambientale ed hanno sede in luoghi di grande pregio naturalistico. Non dimentichiamo che esistono non solo piante, animali e habitat a rischio di estinzione ma anche culture, civiltà, lingue e tradizione e che  il loro rapporto è indispensabile per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi!

ECO = ECONOMIA
Gli ecomusei promuovono esperienze di micro economia locali, capaci di sviluppare un turismo sostenibile. La riscoperta delle pratiche tradizionali, infatti, può diventare un punto di forza in contesti marginali, considerati fino ad oggi svantaggiati dal punto di vista economico

ECO = CASA
Gli ecomusei devono creare un forte legame, una casa comune tra ambiente, popolazione locale, istituzioni e visitatori, perseguono l’deale di creare cittadini solidali e consapevoli, promuovono l’accoglienza e il confronto fra civiltà diverse.

MUSEO
Istituzione che ha il compito di studiare, preservare e far conoscere beni materiali e immateriali, in questo caso direttamente sul territorio attraverso una ricerca sul campo, pratica.

LA NUOVA LEGGE SUGLI ECOMUSEI DEL PIEMONTE
Legge Regionale n.13 del 3 agosto 2018 "Riconoscimento degli ecomusei del Piemonte"

Art. 1
(Principi generali)
1. La Regione, in attuazione dell’articolo 9, secondo comma della Costituzione e dell’articolo 7 dello Statuto, riconosce e promuove gli ecomusei sul proprio territorio. 
2. Gli ecomusei, ai fini della presente legge, sono strumenti culturali di interesse generale e di utilità sociale orientati a uno sviluppo locale sostenibile, volti a recuperare, conservare, valorizzare e trasmettere il patrimonio identitario, culturale, sociale, ambientale, materiale e immateriale di un territorio omogeneo, attraverso la partecipazione delle comunità locali in tutte le loro componenti. 
3. Gli ecomusei operano con approccio interdisciplinare nei campi della cultura, dell’ambiente, dell’educazione, della formazione, dell’inclusione sociale, dell’agricoltura, del turismo, della pianificazione territoriale e della cura del paesaggio, nella prospettiva di orientare lo sviluppo futuro del territorio verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica fondata sulla responsabilità collettiva degli abitanti, della società civile e delle istituzioni, funzionale alla costruzione e alla rivitalizzazione di reti di attività e servizi. 
4. Gli ecomusei adottano logiche di rete e processi partecipati, su ispirazione della Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre 2000 e ratificata ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 14 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, fatta a Firenze il 20 ottobre 2000), e dei trattati internazionali dedicati alla salvaguardia dei patrimoni culturali materiali e immateriali della società, nel rispetto delle norme nazionali.

Art. 2. 
(Finalità degli ecomusei) 
1. Gli ecomusei, nel loro percorso evolutivo, collegano la comprensione dei valori di un territorio con l’elaborazione di una visione per il suo futuro. A tal fine essi valorizzano l’identità locale in un processo partecipato finalizzato alla creazione di una coscienza di luogo diretta a rafforzare il senso di appartenenza delle popolazioni locali verso i beni comuni, costituiti dal patrimonio culturale e dal paesaggio come definito dall’articolo 1 della Convenzione europea del paesaggio. 
2. Gli ecomusei perseguono le seguenti finalità: 
a) custodire, salvaguardare, promuovere l’identità materiale e immateriale di singole comunità territoriali come valore aggiunto delle differenze dei territori piemontesi; 
b) favorire la partecipazione e il coinvolgimento degli abitanti, della società civile e delle istituzioni, con particolare riguardo alle istituzioni culturali e scolastiche, promuovendo laboratori di cittadinanza attiva per la costruzione di mappe di comunità o di analoghi strumenti efficaci nell’integrare i diversi punti di vista in un percorso condiviso di riconoscimento, comprensione, cura e rigenerazione coerente e sostenibile dei patrimoni materiali e immateriali peculiari di ogni luogo; 
c) sviluppare attività di ricerca riferite a tutte le tematiche peculiari del territorio considerato, dal punto di vista culturale, ambientale, storico, sociale, artistico, delle tradizioni, delle pratiche e delle tecniche locali, con particolare attenzione alle competenze tramandate oralmente che costituiscono il patrimonio immateriale direttamente connesso all’identità locale; 
d) tradurre le ricerche sul territorio in strumenti di divulgazione e approfondimento orientati alla conoscenza e alla trasmissione dei suoi specifici caratteri e valori, rivolti alla popolazione locale, ai visitatori e, in particolare, alle nuove generazioni e ai nuovi abitanti attraverso percorsi didattici ed educativi integrati, che coinvolgono le istituzioni scolastiche, gli enti formativi locali e le strutture regionali competenti; 
e) recuperare gli ambienti di vita e di lavoro ereditati, attraverso laboratori tematici volti a ricomporre le competenze interne ed esterne, il sapere comune e il sapere esperto, che hanno generato, mantenuto e fatto evolvere le attività pastorali, agricole, silvicole, artigianali e industriali locali, per promuoverne la trasmissione non solo come testimonianza, ma anche come nuove forme sostenibili in relazione all’attuale tessuto socio-economico; 
f) conservare e valorizzare, anche in chiave turistico-culturale, i caratteri costruttivi del patrimonio diffuso, tutelato e non, costituito dalle testimonianze materiali delle attività antropiche nelle diverse epoche storiche e connesso ai diversi usi abitativi, simbolici, strategici e produttivi del territorio e alle relative infrastrutture di servizio e collegamento; 
g) salvaguardare e valorizzare il patrimonio industriale di interesse storico-culturale in quanto espressione qualificata delle diverse culture tecnologiche, economiche e produttive; 
h) promuovere forme di accoglienza che mettono in relazione la comprensione dei valori del territorio con la valorizzazione dei suoi prodotti autentici, coinvolgendo direttamente gli abitanti e i produttori locali e proponendo, in collaborazione con gli operatori turistici, percorsi di esplorazione del paesaggio che evidenziano l’importanza ambientale, sociale ed economica di un rapporto equilibrato tra le risorse e gli usi del territorio, favorendo lo scambio culturale tra abitanti e visitatori; 
i) proporre la collaborazione, lo scambio di esperienze e progettualità condivise con altre realtà ecomuseali e museali, anche attraverso la creazione e l’adesione a reti locali, regionali, nazionali e internazionali e l’uso coordinato delle tecnologie dell’informazione per la fruizione del patrimonio culturale;
j) valorizzare e promuovere il patrimonio linguistico piemontese.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

  • D. Bortoli, R. Botta, F. Castelli, Benedicta 1944, Alessandria, 1984
  • R. Botta, F. Castelli, Un luogo chiamato Capanne, Alessandria, 1984
  • Chiva I., 1985, Georges-Henri Rivière un demi-siècle d’ethnologie de la France, Terrain, n° 5, pp. 76-83
  • Paolo D’Angelo, Estetica della natura - bellezza naturale, paesaggio, arte ambientale, Roma, 20105
  • De Varine H., 2005 – Le radici del futuro. In: Alla D. (a cura di), Il patrimonio culturale al servizio dello sviluppo locale. CLUEB, Bologna
  • J. Le Marec, L'environnement et la participation au musée: différentes expressions culturelles des sciences, Hermès, La Revue 2011/3 (n° 61), p. 167-174.
  • F. Muzzillo, La progettazione degli ecomusei - ricerche ed esperienze a confronto, Napoli, 1998.
  • M.Piacentino (a cura di), A.A. V.V., Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo - Storia, natura, escursioni, Torino, 1993.

SITOGRAFIA

  • Isac Chiva, George Henri Rivière : un demi-siècle d'ethnologie de la France, Terrain [En ligne], 5 | octobre 1985, mis en ligne le 23 juillet 2007, consulté le 19 janvier 2018.
    URL : http://journals.openedition.org/terrain/2887 ; DOI : 10.4000/terrain. 2887
  • Maurizio Maggi, Cecilia Avogadro, Vittorio Falletti, Federico Zatti, GLI ECOMUSEI. Cosa sono, cosa potrebbero diventare, Ires Piemonte. Working Paper n. 137
    https://www.mondilocali.it/wp-content/.../2001-Faletti-Maggi-Ecomusei-cosasono.pdf
  • http://www.piemonteparchi.it/cms/
  • https://ecomuseipiemonte.wordpress.com/
 

Calendario, modalità e orari di apertura dell'Ecomuseo - anno 2018

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L’apertura della struttura dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni è prevista a far data dal 8/4/2018 in occasione della manifestazione di commemorazione dei marteri della Benedicta dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle 18.00.

Sarà possibile vedere:
 - percorso museale (accesso consentito a gruppi di n. 5 visitatori);
 - sala laboratorio artigianale (capacità massima 25 persone; l’accesso delle scolaresche è consentito a gruppi di n. 5 ragazzi sotto sorveglianza degli insegnanti);
 - sala riunioni-didattica e delle mostre temporanee (capacità massima 25 persone);
 - sala di accoglienza (accesso consentito a gruppi di n. 5 persone);

Si potranno percorrere gli itinerari dell’Ecomuseo:
 - visita all’orto didattico (nel periodo tardo primaverile-estivo sono visibili le principali colture tipiche della montagna di Marcarolo);
 - visita alla fontana delle donne (vecchio lavatoio ricavato presso una sorgente naturale);
 - visita all’arboreto collezione (sono visibili le varietà tipiche di castagno, melo, pero e susino recuperate e innestate negli anni) e al castagneto storico;
 - visita al teatro all’aperto;
 - visita alla “barca” con tetto in paglia (tradizionale ricovero del fieno).

Le visite alla sede dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni non possono essere mai libere ma sempre guidate da personale individuato dell’Ente Parco.
Il locale foresteria dell’Ecomuseo è gestito secondo quanto previsto nell’apposito Regolamento adottato con D.G.E. n. 25/2007 e s.m.i.

L’Ecomuseo rispetta il seguente calendario e orario di apertura annuale:
 - dal 8 aprile al 23 settembre dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 19.00 tutte le domeniche e i giorni festivi;
 - dal 2 giugno al 1 settembre dalle ore 14.00 alle ore 19.00 tutti i sabati;
 - tutti i giorni feriali dell’anno dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 13.30 alle ore 16.30 su prenotazione al numero telefonico 0143684777.

Al di fuori di questi orari è sempre possibile visitare l’Ecomuseo su appuntamento, previo accordo con il personale gestore (tel. 0143684777).

Il giorno 8 aprile 2017, in occasione della commemorazione dei martiri dell’eccidio della Benedicta, sono previsti i seguenti eventi:
- inaugurazione con la presenza di DON LUIGI CIOTTI del percorso espositivo ed esplicativo in collaborazione con l'Associazione LIBERA - Coop Liguria;
- esposizione di pannelli illustrativi della storia e del recupero di Cascina Moglioni.

Si ricorda che la visita alla Cascina Moglioni e alle pertinenze costa 2 € a persona (le pertinenze comprendono il castagneto, la “barca”, fontana delle donne, orto didattico-scientifico, frutteto, teatro all’aperto).

Sono esentati dal pagamento del biglietto:

- residenti nel Parco naturale e SIC/ZPS delle “Capanne di Marcarolo” (da accertare mediante esibizione di valido documento di identità e/o di riconoscimento);
- personale dipendente in servizio;
- Amministratori dell’Ente in carica;
- Accompagnatori naturalistici e GEV in servizio per l’Ente;
- studenti e scolari in visita nell’ambito dei progetti didattici approvati dall’Ente.

I suddetti requisiti sono accertati al momento dell’ingresso da parte del personale dell'Ente incaricato. 

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2018 13:57
 

Le presenze presso la sede dell'Ecomuseo

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L’Ecomuseo di Cascina Moglioni è stato inaugurato il primo aprile del 2007.

Di seguito pubblichiamo i dati delle presenze presso la sede di Cascina Moglioni dell'Ecomuseo per il periodo 2007-2015.

Per il periodo 2007-2012 è possibile approfondire i dati come di seguito evidenziato.

Nel leggere i dati (periodo 2007-2012) bisogna tenere in conto alcune variabili di seguito elencate:

  • i dati sono desunti dal registro delle presenze per gli anni dal 2007 al 2010, si tratta pertanto di una stima a ribasso in quanto non tutti i visitatori, seppur invitati a farlo, hanno voluto firmare il registro;

  • dall’anno 2011, essendo stato introdotto un biglietto d’ingresso, i dati sono certi per i paganti (stessa problematica del punto precedente per i non paganti);

  • vanno considerati i dati di presenza delle Scuole (641 studenti nel 2007, 621 nel 2008, 618 nel 2009, 609 nel 2010, 793 nel 2011).

La maggior parte dei visitatori proviene dalla province di Alessandria e Genova.

Per i visitatori stranieri, una centinaio nei cinque anni, evidenziamo di seguito qualche curiosità:

  • Europa 75% dei visitatori (in ordine di quantità: Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Grecia, Svizzera).

  • America 6% dei visitatori (in ordine di quantità USA, Argentina, Canada).

  • Altri 19% dei visitatori (tra gli altri Russia, Bielorussia, Sud Africa, Australia, Giappone, ecc.).

Legenda per la Tabella.

C: chiuso (L’Ecomuseo di Cascina Moglioni è stato inaugurato l’1/4/2007).

P: prenotazione (L’Ecomuseo di Cascina Moglioni è aperto al pubblico da metà aprile a metà settembre di ogni anno nei fine settimana. Nel restante periodo l’apertura al pubblico avviene su prenotazione).

 

Note

I dati sono stati raccolti dalla dott.sa Elisa Arecco, collaboratrice dell’Ente Parco nella gestione dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni.

 

Scarica di seguito i dati aggiornati all'anno 2017:

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Aprile 2018 12:52
 

Ricette dell'Oltregiogo

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SUGO DI CASTRATO

INGREDIENTI: Un pezzo intero di carne di castrato, carota, cipolla, sedano, aglio, un poco di prezzemolo, rosmarino, vino rosso, conserva di pomodoro, sale q.b. acqua q.b., olio extravergine d’oliva.

Tritare a crudo tutte le verdure e farle rosolare nell’olio; aggiungere la carne intera e salare. Unire il vino rosso e far cuocere per qualche minuto a fuoco vivo, quindi aggiungere la conserva di pomodoro. Aggiungere acqua calda e proseguire la cottura a fuoco lento per due ore circa.

CURZETTI

INGREDIENTI: x 8 persone ci vogliono 1 Kg di farina, 2 tuorli d’uovo, acqua bollente ed un pizzico di sale.

Preparare un impasto con la farina, l’acqua calda e le uova, in modo da ottenere una consistenza molto morbida, dividere quindi l’impasto in grossi pezzi quanto un pugno e lavorare questi ultimi con le mani, a formare dei cordoni uniformi. Tagliare i cordoni ottenuti in pezzetti, di circa un centimetro di lunghezza, ad uno ad uno comprimerli con l’indice ed il medio e rovesciarli.
I “curzetti” vanno cotti per una decina di minuti, e conditi con un sugo di castrato

POLENTA “Mescia”

INGREDIENTI: verdure per minestrone con abbondanza di fagioli e cavolo nero, farina di granoturco, sale, acqua.

Preparare normalmente un minestrone di verdure; anziché mettervi la pasta, unirvi la polenta e mescolare per circa 5 minuti. A cottura ultimata disporre nelle fondine con olio e formaggio grattugiato. Si può mangiare il giorno dopo disponendo la polenta a fette in un tegame, e infornando per 15 – 20 minuti con olio e formaggio.

TROFIE

INGREDIENTI: x 8 persone necessiti di 4 etti di farina bianca, 4 etti di farina di castagne, sale e acqua calda.

Disporre a fontane le due farine mescolate insieme sulla spianatoia; aggiungere l’acqua calda e un pizzico di sale lavorando il tutto con le mani ad ottenere un morbido composto. Procedere alla lavorazione come per gli gnocchi di patate. Le trofie vanno accompagnate con pesto alla genovese, oppure con un sugo veloce così preparato: pestare nel mortaio 3 spicchi di aglio con due manciate di pinoli, aggiungere 2 - 3 cucchiai di acqua di cottura delle trofie e, mescolando, ottenere una cremina morbida.

LATTE DOLCE

INGREDIENTI: 1 uovo, 3 cucchiai di cacao amaro, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di farina, ½ litro di latte

Mescolare con una frusta l’uovo, il cacao, lo zucchero e la farina; quando il composto diventa una crema soffice aggiungere lentamente il latte. Cuocere a fuoco lento, mescolando fino ad ebollizione.

TORTA DI RISO

INGREDIENTI: gr. 250 di riso, 1 litro di latte, carota, cipolla, prezzemolo, 1 mazzetto di bietole ( o erbette), 3 uova, parmigiano grattugiato, pasta sfoglia, olio, sale q.b.

Soffriggere in olio d’oliva i sapori e le erbette. Portare ad ebollizione il latte con un pizzico di sale, unire il riso e far cuocere per 5 minuti. Accoppiare il riso e latte al soffritto preparato, e aggiungere le uova e il parmigiano. Amalgamare bene il nuovo composto. Stendere la pasta sfoglia in una teglia unta di olio lasciando un poco di bordo, quindi versare il composto nella teglia e rimboccare il bordo di pasta lasciato abbondante. Spennellare la superficie con uovo sbattuto, olio e sale. Infornare per 40 minuti ad una temperatura di 180°.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Gennaio 2011 17:06
 

Cos'è un Ecomuseo

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Il concetto di Parco, soprattutto in Italia, si è storicamente radicato attraverso la contrapposizione, ed oggi il compromesso, tra due concetti fondamentali: il Parco Ottocentesco, visto come grande giardino, ed il Parco Nazionale, istituito negli anni '20, per la conservazione di flora e fauna senza un eccessivo interesse per le popolazioni residenti e per la loro economia.
In Europa molte nazioni, la Francia su tutte, stanno cercando di migliorare tale condizione, attraverso l'istituzione di progetti guida che abbiano come punto di partenza e fine il territorio attorno a cui il Parco nasce.
Sicuramente l'idea più funzionale e progettualmente ottimale per un'area protetta che abbia enormi potenzialità e risorse inespresse, è l'Ecomuseo.
Tale iniziativa si basa sulla realizzazione di elementi museali mai fini a se stessi e nati allo scopo di essere tappe di un "museo più grande", il cosiddetto Museo del Territorio.
Organizzato a circuiti o percorsi, l'Ecomuseo vive sul positivo impatto che riesce ad avere sulla popolazione residente, accrescendo il benessere economico basandosi sugli aspetti storici e naturalistici esistenti, da recuperare e riscoprire.

L'area di intervento

Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, posto a cavallo dell'Appennino ligure-piemontese - in quella zona storica che fu il cuore dell'Oltregiogo - incastonato tra il versante costiero e la pianura alessandrina, è ricchissimo di emergenze storiche come Castelli, Borghi, Ricetti, Monasteri, Oratori, Chiese e Cappellette, ed elementi importanti di architettura rurale quali Cascine, Mulini, Neviere, Ghiacciaie, Arbeghi e tali potenzialità non sono mai state poste al servizio della comunità o del parco stesso.

Sarà possibile perciò - sulla scorta dell'esperienza ecomuseale francese - sfruttare quelle stesse emergenze abbandonate e perdute, come fulcro progettuale dell'intervento.
L'area parco vedrà nascere una Via delle Risorse Territoriali basate sullo sfruttamento degli elementi materiali e culturali legati alla vita rurale.
Percorsi verdi nel parco, aree attrezzate a didattica ambientale, siti museali chiusi ed aperti sul territorio e turismo saranno le basi dell'Ecomuseo dell'Oltregiogo.

Statuto

Con la Legge Regionale 14 marzo 1995, n.31 "Istituzione di Ecomusei del Piemonte",la Regione Piemonte, prima in Italia, ha messo a punto uno strumento innovativo diretto alla tutela e alla valorizzazione delle specificità del proprio territorio.
Finalità prioritaria è la tutela e valorizzazione della memoria storica, delle espressioni della cultura materiale, e del modo in cui le attività umane e l'insediamento tradizionale hanno caratterizzato la formazione e l'evoluzione del paesaggio piemontese.
Il raggiungimento di tali obiettivi prevede un forte coinvolgimento delle popolazioni e di tutti quegli enti e associazioni che operano nel territorio, ognuno coinvolto secondo le proprie capacità e le proprie competenze.
L'Ecomuseo diventa così lo spazio funzionale dove, a livello locale, si realizzano tutela, gestione, e sviluppo del patrimonio culturale e materiale della collettività.

PROGETTO

Cascina Moglioni:
Il progetto prevede la ricostruzione funzionale di un'unità poderale tipica del territorio di Capanne di Marcarolo, rappresentativa della civiltà del castagno che fino alla fine degli anni Sessanta ha caratterizzato la cultura e la fisionomia della regione. Ciò verrà realizzato attraverso il recupero di un gruppo di edifici rurali, pertinenti alla cascina denominata Moglioni e mediante il ripristino, nei terreni annessi, di alcune delle attività produttive tradizionali (su tutte la coltivazione del castagno). Nelle aree circostanti, con particolare attenzione ad una fruizione didattica della cascina, verrà ripresa la regimazione del bosco con la suddivisione del castagneto in tre fasce - selvatico, ceduo e domestico da frutto - con relativo percorso guidato che ne illustrerà le diverse valenze ecologiche; verrà infine ripristinato il pascolo arborato con esemplari di specie da frutto per la conservazione dei cultivar locali ed un rovereto per la ricostruzione delle tecniche di "addomesticamento" degli alberi finalizzate all'ottenimento di assortimenti navali, ancora in uso a Marcarolo nel XVIII secolo.

Proposte:
La Cascina Astore vedrà sorgere il Museo della Castagna dove il prezioso frutto, elemento fondamentale della vita rurale fin dal Cinquecento, sarà analizzato in ogni parte e per ogni possibile utilizzo.
Alla Cascina degli Alberghi sarà ospitato il Museo della Vita Agreste e la Casa Museo e le sale espositive illustreranno i lavori artigianali, gli attrezzi antichi ed il loro utilizzo unito al domestico scorrere del tempo.
Le Miniere d'Oro, le Neviere a Prato del Gatto, le Carbonaie, gli Essiccatoi, i Magli e i Mulini sparsi sul territorio saranno oggetto di attenti interventi di recupero non soltanto a livello turistico ma soprattutto al fine di sviluppare da essi attività economiche e nuove fonti di reddito.
Saranno molti e diversi i Punti Informativi e di Sosta, a Voltaggio e presso la Cascina Foi, che uniranno alle informazioni sull'Ecomuseo, quelle sul parco, fungendo da fondamentali luoghi di divulgazione turistica e didattica. Poiché l'Ecomuseo è un elemento vivo ed attivo, capace di convogliare tutti gli attori presenti sul territorio, moltissime saranno le manifestazioni e sagre dove la cittadinanza sarà chiamata a partecipare attivamente alle iniziative che avranno aspetto festoso e conoscitivo della cultura e della storia di queste terre.

Conclusione.
L'Ecomuseo, partendo dal recupero di Cascina Moglioni, fonte di sicuro benessere socio-economico, permetterà anche in quest'area protetta italiana, di avere sviluppo attraverso la forma di Turismo Sostenibile che si è dimostrata la migliore soluzione per aree europee con caratteristiche analoghe a quelle di Marcarolo, permettendo di basare sulle radici della cultura storica e rurale, quella rivalutazione e quello sviluppo necessario.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Febbraio 2011 12:28