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PROGETTO DI RICERCA SUL BIANCONE: INIZIATO IL MONITORAGGIO SATELLITARE DI DUE GIOVANI ESEMPLARI

Prosegue, con nuovi importanti sviluppi, il progetto di ricerca: ” Monitoraggio satellitare del Biancone nell’Appennino Ligure-Piemontese: uso dello spazio, selezione dell’habitat e valutazione del comportamento degli individui recuperati”. Dopo l’entusiasmo suscitato dalla storia di “Gastone” – l’esemplare adulto salvato dal bracconaggio, curato e monitorato nel suo incredibile viaggio fino in Puglia – l’attenzione dei ricercatori si sposta ora sulle nuove generazioni.

Coordinato dal Consiglio Nazionale della Ricerche (CNR) e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e sviluppato a livello operativo dal Dipartimento di Scienze della Vita e della Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, in stretta collaborazione con l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese e il supporto degli ornitologi Renato Cottalasso e Massimo Campora, lo studio nasce dall’esigenza di analizzare i movimenti e le criticità che interessano la specie del Biancone sempre più sottoposta a una crescente pressione ambientale nel settore appennino ligure – piemontese. Nello specifico, l’ambito elettivo di intervento è rappresentato dal Sito Natura 2000 ZSC/ZPS IT1180026 “Capanne di Marcarolo”, coincidente con l’omonimo Parco Naturale gestito dall’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, estendendosi inoltre alle aree ecologicamente limitrofe e funzionali alla specie. Quest’area geografica, infatti, è caratterizzata da mosaici di habitat idonei alla specie e presenza di corridoi ecologici appenninici. Tuttavia, il territorio è sempre più soggetto a una crescente pressione ambientale, dovuta allo sviluppo di infrastrutture energetiche, alle richieste selvicolturali in prossimità dei nidi e al disturbo antropico legato alle attività outdoor non regolamentate, tutti fattori che rischiano di minacciare il successo riproduttivo del rapace.

Poco prima della delicata fase di involo, personale altamente qualificato ha applicato ai giovani esemplari individuati nell’area di studio dei dispositivi GPS-GSM miniaturizzati, dotati di pannello solare integrato. Le operazioni si sono svolte nel totale rispetto del benessere animale: i trasmettitori sono stati fissati tramite un’imbragatura dorsale appositamente studiata per mantenere un peso ampiamente inferiore al 3% della massa corporea dell’uccello, garantendo così la totale libertà di movimento.

Notizie recenti informano che i giovani bianconi si sono involati con successo e attualmente si aggirano ancora nei dintorni del nido, dove gli adulti continuano regolarmente a portare loro il nutrimento, supportandoli mentre iniziano a sperimentare le prime fasi di caccia autonoma. Le tempistiche naturali prevedono che a breve comincerà la migrazione di ritorno degli individui adulti, mentre i giovani intraprenderanno il loro viaggio verso i quartieri di svernamento in una fase successiva. I dati che i dispositivi stanno già raccogliendo permetteranno di descrivere puntualmente l’uso dello spazio e gli habitat di caccia di questa nuova generazione, fornendo alle istituzioni informazioni imprescindibili per pianificare mirate strategie di conservazione territoriale.