Appennino News,  Ecomuseo Cascina Moglioni

Ecomuseo di Cascina Moglioni

Proposte culturali – aprile 2026

All’ecomuseo di Cascina Moglioni prosegue, con grande partecipazione da parte del pubblico, la stagione culturale 2026, incentrata, nel mese di aprile, su due importanti temi: la trasmissione della memoria della Resistenza partigiana e le attività di valorizzazione del paesaggio e delle specie botaniche dell’Appennino.

Eventi dedicati alla trasmissione del ricordo dei Partigiani della Benedicta

Numerose sono state le iniziative dedicate al ricordo dei giovani partigiani della Benedicta (Capanne di Marcarolo – AL) e alla riflessione sull’importanza e sulle modalità di trasmissione di quel tragico momento storico.

“Celebrare non basta”

Il pomeriggio del 12 aprile si è aperto con una passeggiata storico-naturalistica lungo il sentiero della pace, condotta dai guardiaparco, a cui ha fatto seguito, presso la struttura dell’ecomuseo, la conferenza “Celebrare non basta”, tenuta da Filippo Barbera, professore di sociologia economica all’Università degli Studi di Torino.

Al centro della sua riflessione, l’idea di considerare la memoria della Resistenza non come una pratica circoscritta a una data o affidata al ricordo privato di singole famiglie, ma come il prodotto di un processo collettivo e quotidiano, condiviso da un’intera comunità e capace di creare mobilitazione. Perché ciò accada essa deve essere viva, presente e visibile negli spazi pubblici, attraverso riferimenti puntuali. In questo modo il ricordo si traduce in un’azione politica consapevole, come dimostrano recenti studi scientifici.

Memorializzazione, localizzazione e mobilitazione sono infatti antidoti efficaci per preservare la nostra coscienza storico-politica.

La crisi globale che stiamo vivendo può condurre, secondo quanto evidenziato dal relatore, a due modelli politici antitetici: uno regressivo, fondato sulla negazione della democrazia; l’altro progressivo, capace di rafforzare le istituzioni democratiche. I valori della Resistenza assumono pertanto un ruolo decisivo nelle nostre decisioni future.

“La Benedicta. Sinfonia di una strage”

Per l’occasione, all’interno della struttura ecomuseale, è stata allestita la mostra fotografica“La Benedicta. Sinfonia di una strage”.

L’esposizione, nata in origine come “Fotostoria della Benedicta 1944 – 2004”, presenta scatti fotografici nei quali si rende omaggio alle vittime del rastrellamento nazifascista: il trasporto delle salme ai loro paesi d’origine per una degna sepoltura, la celebrazione dei funerali e le successive commemorazioni, organizzate ogni anno presso l’ex monastero benedettino, luogo dell’eccidio.

Queste  fotografie offrono una significativa testimonianza sul valore della memoria collettiva di un luogo e di una comunità che, nonostante il trascorrere del tempo, resta profondamente legata al ricordo di quei tragici eventi.

La mostra, a cura di Mario Canepa e realizzata a partire dagli archivi di Carlo Piana, Leo Pola, Giovanni Merlo e dell’Accademia Urbense, è stata riproposta dall’Ente di gestione delle Aree protette grazie alla collaborazione con l’ANPI di Ovada, l’Associazione Memoria della Benedicta e l’Accademia Urbense di Ovada.

Per gli orari di visita, fare riferimento alle aperture dell’ecomuseo (ecomuseocascinamoglioni.it).

Foto di E.Arecco

“La Benedicta. Chi c’era racconta”

Questo ciclo di attività, dedicate al recupero della memoria sulla Resistenza, si è concluso con la presentazione del libro di Santo Timossi La Benedicta. Chi c’era racconta”e con la videointervista alla sorella, Angela Timossi, Angela racconta”. L’intento è stato quello di leggere la “grande” storia da un punto di vista inedito, a partire dall’esperienza della famiglia Timossi della cascina Nespolo (Capanne di Marcarolo – AL), evidenziando il loro rapporto, da un lato con i partigiani e le persone del posto, dall’altro con i temuti soldati tedeschi. È stato anche un momento per riflettere, ancora una volta, sul processo di trasmissione locale di eventi storici di rilievo mondiale. In questo senso, significativa l’idea di Santo che ha deciso di scrivere di quei tragici momenti, avvenuti quando lui era ancora troppo piccolo per ricordare, così come li aveva più volte sentiti raccontare dai suoi familiari.

Foto di Maurizio Ferrando – Archivio APAP

Eventi dedicati alla natura d’Appennino

Per quanto riguarda l’ambito naturalistico, con l’inizio della primavera, il calendario di “Appennino racconta” si è arricchito di diversi appuntamenti dedicati alla natura.

“La flora delle strette della Val Borbera”

La prima escursione, condotta da Mario Calbi, esperto di natura, si è svolta nella ZSC “Strette della Val Borbera”, area di competenza dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese. L’obiettivo, oltre all’identificazione di fiori particolarmente pregiati quali Staehelina dubia, Fritillaria montana, Helianthemum apenninum, è stato quello di provare a leggere le connessioni, per noi talvolta silenziose, della natura.

Durante la giornata, Mario Calbi è tornato più volte su questo aspetto: piante e alberi trasmettono segnali che noi percepiamo soprattutto da un punto di vista estetico, ma che altri esseri viventi, come gli insetti, sanno invece interpretare.

Entrare in un bosco significa infatti partecipare a una rete di relazioni continua e complessa in cui organismi diversi, evolutisi insieme, si scambiano informazioni contribuendo alla reciproca sopravvivenza e al mantenimento di un equilibrio continuamente rinnovato.

“La flora mediterranea del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo”

Durante l’uscita ai Laghi della Lavagnina (Mornese – AL), con l’aiuto di Franco Orsino già professore di Ecologia vegetale presso l’Università degli Studi di Genova e di Giuseppina Barberis, già professoressa di Botanica presso l’Università degli Studi di Genova, si è andati alla scoperta degli ambienti che caratterizzano questa porzione del Parco Naturale delle Capanne per imparare a riconoscerli e comprendere le dinamiche che li originano e li rendono speciali. Particolare rilievo è stato dato alla flora mediterranea favorita dalla presenza del lago, tra le specie principali: Alyssoides utriculata Cerastium utriense, Silene saxifraga, Anemone trifolia brevidentata, Ophioglossum vulgatum.

“Sulle tracce dei tesori naturali”

L’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese-Ecomuseo di Cascina Moglioni ha inoltre contribuito alla realizzazione della camminata “Sulle tracce dei tesori naturali”, organizzata dal Lions Club Mornese nell’ambito della Settimana Lions “Ambiente e Natura”. In occasione di questo appuntamento, a cui hanno partecipato anche le famiglie dell’Associazione “Il sole dentro” di Alessandria, a fare da cornice naturale sono stati, ancora una volta, i Laghi della Lavagnina. Immersi in un contesto di straordinaria bellezza, questi luoghi hanno mostrato come la natura sia un autentico spazio di pace, di democrazia – perché accessibile a tutti – e di condivisione.

Scarica qui la Brochure

“Sguardi di Natura dall’Appennino piemontese”

Altra attività di divulgazione, in ambito naturalistico, è stata l’inaugurazione, insieme a “La Benedicta. Sinfonia di una strage”, di una seconda mostra, “Sguardi di Natura dall’Appennino piemontese”.

Essa nasce dalla proficua collaborazione tra l’Associazione Culturale 36° Fotogramma e l’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese, sinergia che ha visto l’organizzazione di un primo allestimento nel 2015. Questa mostra torna, sempre presso la sede dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni, arricchita di alcuni scatti realizzati nel Parco Naturale dell’Alta Val Borbera. Si tratta di una serie di immagini naturalistiche assai suggestive che mettono in dialogo due Aree protette caratterizzate da ambienti appenninici originali e diversi tra loro. Habitat che, nel corso del tempo, hanno mantenuto il loro valore ecologico e la loro straordinaria bellezza. L’iniziativa rappresenta una testimonianza significativa dell’impegno degli Enti di gestione delle Aree protette piemontesi, capaci di prendersi cura di territori di grande pregio naturalistico oggi sempre più vulnerabili. Per gli orari di visita, fare riferimento alle aperture dell’ecomuseo (ecomuseocascinamoglioni.it).

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