Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese allo stage formativo del progetto LIFE INSUBRICUS
Nel mese di aprile, il personale di vigilanza dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese ha partecipato ad un corso formativo sul Pelobates fuscus insubricus organizzata dal Parco Lombardo della Valle del Ticino in collaborazione con l’Ente di gestione del Parco Paleontologico Astigiano, la Città Metropolitana di Torino, Eleade Società Cooperativa, Istituto Delta – Ecologia Applicata, il Parco Pineta Appiano Gentile-Tradate, l’Ente di gestione Aree protette del Ticino e Lago Maggiore e l’Ente di gestione delle Aree protette del Po torinese.
Questo raro anfibio, conosciuto anche come “Rospo della vanga”, viene chiamato così per lo specifico “attrezzo” (chiamato “tubercolo metatarsale”) posto nelle zampe posteriori, che usa proprio come una vera e propria vanga, per scavare le profonde gallerie, dove trascorre gran parte dell’anno, dalle quali esce solo per nutrirsi e riprodursi.
Il corso, della durata di quattro giorni, ha integrato sia sessioni teoriche dedicate alle metodologie di monitoraggio dell’erpetofauna di interesse comunitario e alle strategie del progetto LIFE Insubricus, con un approfondimento specifico sulle metodologie di monitoraggio quantitative con barriere e trappole a caduta. Inoltre, si sono alternati moduli dedicati alle tecniche di identificazione e ai protocolli di marcatura per la conservazione della testuggine palustre (Emys orbicularis). L’attività formativa è poi proseguita sul campo con dimostrazioni pratiche di tecniche qualitative-speditive presso i siti di “La Gaja” e una visita tecnica al Centro Emys Piemonte di San Genuario, concludendosi ufficialmente con la valutazione finale e la consegna degli attestati.
Di seguito alcuni scatti delle giornate formative:





Dichiarazioni art. 20 D.Lgs. 39/2013
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