Maggio all’Ecomuseo di Cascina Moglioni: natura, cultura e tradizioni
Per l’Ecomuseo di Cascina Moglioni anche maggio 2026 si è rivelato un mese ricco di appuntamenti a partire dalla presentazione del saggio “La botanica della saggezza” di Andrea Quaglini. In quell’occasione, tra gli innumerevoli argomenti trattati, centrale è stato il tema dell’ecologia profonda come risposta alla crisi del rapporto tra uomo e natura; secondo l’autore, l’ecologia profonda – a differenza dell’ecologia superficiale, riconducibile in generale alla tecnica – agisce sull’individuo in modo radicale contribuendo a una diversa interpretazione della realtà e a una nuova sensibilità per il mondo naturale. Il libro, muovendo da questo presupposto, vuole infatti essere un invito al cambiamento verso una vita più equilibrata e consapevole, una risposta alla società consumistica, dominata dalla tecnologia. Al centro della pubblicazione vi è la casa di campagna di famiglia, una trunera (abitazione in terra) non lontana da Novi Ligure (AL) che, con le sue coltivazioni, diventa – alla maniera della villa romana – luogo dell’otium, motivo di intima ispirazione e di dialogo ideale con grandi pensatori e studiosi le cui 350 opere vengono segnalate nella ricca bibliografia.

Nella medesima prospettiva di interpretazione della contemporaneità, si inserisce anche la filatura tradizionale della lana di pecora, proposta dall’ecomuseo nel pomeriggio di “Archeogiochiamo”, evento organizzato dall’Associazione Libarna Arteventi APS. Nella suggestiva cornice del sito archeologico di Libarna (Serravalle Scrivia – AL), i bambini presenti hanno sperimentato questa antica pratica con la finalità di conoscere un’attività ormai lontana nel tempo, ma certamente ecologica e rispettosa dei ritmi della natura e dell’uomo.




Infine, hanno completato l’offerta culturale di maggio, due passeggiate dedicate alla conoscenza degli ambienti naturali e delle specie di maggiore rilievo dell’Appennino ligure-piemontese: “Le rare orchidee dei calanchi” e “Cammina con il Fai – da Lemmi a Roccaforte”. La prima, guidata da Giuseppina Barberis e Franco Orsino, ha visto come protagoniste le zone prative dei “Calanchi di Rigoroso, Sottovalle e Carrosio” della Zona Speciale di Conservazione (Sito Natura 2000 IT 1180030). Si tratta di un’area di grande pregio floristico, per secoli mantenuta grazie all’attività antropica dello sfalcio. Essa ospita almeno 30 specie di orchidee, alcune delle quali come Himantoglossum adriaticum e Ophrys bertolonii, rare e minacciate dalla progressiva ricolonizzazione del bosco e dalla eventuale realizzazione di nuovi impianti viticoli laddove non sono presenti vincoli a tutela dell’habitat.


La camminata da Lemmi a Roccaforte, realizzata dalla Delegazione FAI di Novi Ligure (AL), è stata condotta, per la parte naturalistica, da Giacomo Gola, guardiaparco dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese. La giornata ha offerto la possibilità di scoprire la storia della Resistenza partigiana, la cultura locale e le attività economiche del territorio, grazie anche alla visita della mieleria “La Braide”. Per quanto riguarda gli aspetti naturalistici, invece, grande interesse hanno suscitato – ancora una volta – le orchidee spontanee, tra cui Ophrys bertolonii, Platanthera chlorantha e Dactylorhiza fuchsii.



Tutte queste esperienze hanno rispecchiato lo spirito dell’Ecomuseo di Cascina Moglioni: promuovere occasioni di conoscenza e condivisione in un clima di amicizia e partecipazione.
Non resta che dare appuntamento ai lettori alle iniziative in programma per il mese di giugno, disponibili sul calendario APPENNINO RACCONTA 2026
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