Conclusi i monitoraggi primaverili dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese
L’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese ha concluso le sessioni primaverili di monitoraggio nei Parchi e nelle Riserve Naturali di propria competenza. Si tratta di un’attività sul campo silenziosa ma cruciale, che risponde agli obblighi istituzionali che l’Ente assolve annualmente sulla base dei protocolli ISPRA e IPLA, sotto il coordinamento del Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte.
Questi monitoraggi, effettuati a livello regionale, sono dedicati allo studio e alla conservazione delle specie faunistiche, floristiche e degli habitat tutelati dalla Direttiva Europea “Habitat” 92/43/CEE.
I dati raccolti sul territorio non costituiscono un semplice censimento: le informazioni confluiranno infatti nel maxi-reporting esennale trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’obiettivo finale è duplice:
- Monitorare lo stato di salute di flora e fauna, verificando se le popolazioni siano in crescita o a rischio estinzione;
- Pianificare interventi concreti e mirati di conservazione.
Durante la scorsa primavera, il personale di vigilanza e i tecnici dell’Ente APAP si sono concentrati, in linea con le linee guida europee, sui rilievi relativi ad anfibi, rapaci e specie floristiche di particolare rilevanza.
La presenza di anfibi tra Capanne di Marcarolo e l’Alta Val Borbera
Il personale di vigilanza e il personale tecnico dell’Ente APAP hanno monitorato le specie target sulla base dei protocolli ISPRA e IPLA coordinati dal Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte. Gli anfibi osservati sono stati i tritoni – in particolare il raro tritone alpestre appenninico, affiancato dalle specie crestato e punteggiato – ma anche la Rana dalmatina (o rana agile), la Rana temporaria e la caratteristica Salamandrina perspillicita. Gli habitat monitorati, distribuiti tra il Parco delle Capanne di Marcarolo e la Val Borbera, si confermano scrigni di biodiversità da tutelare con estrema attenzione.


Sguardo al cielo: il Progetto Migrans
Per i rapaci si è attivato il progetto Migrans e sono stati monitorati in tutti i periodi di osservazione concentrati nelle finestre temporali di maggior passaggi delle specie target da marzo a maggio. In questo finestre temporali in periodo pre riproduttivo delle tre specie maggiormente osservate sono state: il Biancone (Circateus gallicus), il Falco picchiaiolo e il Falco di palude. Proprio sul Biancone e sulla mappatura delle sue aree di nidificazione all’interno del Parco delle Capanne sono attualmente in corso importanti approfondimenti scientifici, grazie all’attivazione di una tesi di laurea magistrale e di uno stage di ricerca.


Botanica d’eccellenza: fioriture e rarità
Anche il mondo vegetale è stato oggetto di monitoraggio dai tecnici e dal personale di vigilanza dell’Ente APAP. Le specie maggiormente osservate sono state: Aquilegia ophiolithica Barberis et Nardi e l’Himantoglossum adriaticum (noto comunemente come barbone adriatico).
Chiuso il capitolo primaverile, la ricerca scientifica dell’Ente non va in vacanza. Sono già partiti i monitoraggi della sessione estiva – i cui risultati saranno pronti e divulgati a fine campagna, verso il mese di settembre.


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