Appennino News

SULLE TRACCE DEI CERCATORI D’ORO

Domenica 21 maggio è iniziato il calendario delle visite guidate alle miniere d’oro della Valle del Gorzente.

I primi visitatori sono stati quelli dell’Associazione Oro in natura di Sesto Calende, in provincia di Varese, che riunisce appassionati ed esperti del mondo mineralogico e della ricerca aurifera nei torrenti di varie zone d’Italia.

Si è trattato quindi di un vero e proprio scambio di conoscenze naturalistiche, geologiche, storiche e non solo.

Gli ospiti sono rimasti colpiti dalla straordinaria bellezza e dall’importanza delle specie botaniche e faunistiche presenti nella zona delle Ferriere del Parco Capanne di Marcarolo, e affascinati dalla storia delle miniere e delle vicine aurifodine; hanno inoltre scambiato conoscenze e informazioni, viste le loro competenze specifiche, in merito alla geologia e mineralogia delle Valli del Gorzente e del Piota.

Hanno individuato i sottili strati di gesso che rivestono alcune pareti delle miniere e identificato le rocce mineralizzate che sono state salvaguardate durante gli scavi passati per costituire i piloni di rinforzo delle complesse gallerie.

“Nelle gallerie abbiamo trovato qualcosa di molto più prezioso dell’oro, il geotritone, abbiamo imparato a riconoscerlo e compreso la sua importanza nell’ambito della biodiversità. Sicuramente nelle nostre prossime uscite in grotta, avremo un atteggiamento più consapevole e rispettoso nei confronti di questo piccolo anfibio”, questo il commento di Giorgio Bogni dell’Associazione, al termine dell’escursione.

Una testimonianza che premia l’impegno dell’Ente nella conservazione, ma anche nella divulgazione del suo “prezioso” patrimonio.

Le prossime escursioni in calendario sono previste nelle seguenti date:
– 4 e 25 giugno
– 30 luglio
– 20 agosto
– 17 settembre
– 15 ottobre
È possibile comunque organizzare anche visite di gruppi organizzati su prenotazione.

Da miniere d’oro a scrigno di biodiversità

Oggi le miniere delle Ferriere sono considerate, a livello nazionale, tra le più importanti dal punto di vista mineralogico, geologico e naturalistico. L’area è caratterizzata dalla presenza di estesi e ben evidenti affioramenti di rocce particolarmente peculiari, quali leultramafiti (rocce del mantello terrestre), di diverse varietà metamorfiche; di importanza addirittura mondiale sono gli affioramenti delle brecce serpentinitiche silicizzate con presenza di oro, indicati nella letteratura internazionale con il nome di “listwaeniti”.

L’areale delle miniere delle Valli del Gorzente e del Piota sono comprese, inoltre, nel complesso ofiolitico noto con il nome di “Gruppo di Volti” il quale, benché geograficamente inserito nell’Appennino ligure-piemontese, dal punto di vista geologico, fa parte delle Alpi, sia per le associazioni litologiche, sia per i lineamenti strutturali che lo interessano.

Il definitivo abbandono dell’attività estrattiva ha consentito una graduale rinaturalizzazione delle miniere, trasformandole in un vero scrigno di biodiversità con habitat assimilabili alle grotte naturali le quali ospitano oggi una importante fauna troglofila (che vive anche in ambienti ipogei come le grotte) con diverse specie di interesse comunitario.

La fauna delle miniere è, allo stato attuale delle conoscenze, costituita da 5 specie di invertebrati (un crostaceo Adroniscus sp, due aracnidi Nesticus eremita e Meta menardi, un insetto Gryllomorpha dalmatina e un mollusco Oxychilus sp) e da 5 specie di vertebrati (un anfibio Speleomantes strinatii, endemismo dell’Italia nord occidentale e quattro mammiferi Rhinolophus ferrumequinumRhinolophus hipposiderosMyotis daubentoni e Plecotus austriacus).

Cosa bisogna sapere prima di entrare nelle Miniere d’oro delle Ferriere

Al fine di ottemperare gli obblighi comunitari in materia di conservazione delle specie e degli habitat, l’Ente di gestione del parco ha adottato un protocollo di regolamentazione del flusso dei visitatori alle miniere: è prevista la possibilità di visita, su prenotazione, nel periodo dal 15 aprile al 15 ottobre, in comitive di 8 persone al massimo, accompagnati da una guida specializzata che può essere un guardiaparco o una guida naturalistica.

Il cronoprogramma delle visite prevede un massimo di due visite a settimana per un massimo di quattro gruppi per ciascuna giornata, scaglionati ad almeno 30 minuti uno dall’altro. I visitatori devono essere dotati di stivali in gomma mentre l’Ente fornirà un caschetto da speleologia, una pila frontale a luce fredda rossa e un gilet arancione ad alta visibilità. All’interno delle cavità non è consentito l’uso di flash. L’accesso dei gruppi deve prevedere una fase preliminare di informazione sulle modalità di comportamento all’interno delle cavità, al fine di evitare danni alla fauna ipogea.

SCARICA IL DEPLIANT “SULLE TRACCE DEI CERCATORI D’ORO”