APERTURA AL PUBBLICO DELL’ ECOMUSEO DI CASCINA MOGLIONI
L’apertura straordinaria dell’ecomuseo di cascina Moglioni di domenica 6 aprile, giorno della commemorazione dell’eccidio nazi-fascista perpetrato contro i Partigiani della Benedicta nella primavera del 1944, ha registrato la presenza di un centinaio di visitatori alcuni dei quali, nel pomeriggio, hanno partecipato alla passeggiata lungo il “Sentiero della pace” organizzato dai guardiaparco.
Prossime aperture:
- giovedì 1^ maggio 2025 – h. 14.30/17.30
- domenica 25 maggio 2025 – Giornata FAI dedicata alla biodiversità – Per informazioni e prenotazioni visita il sito del FAI https://fondoambiente.it/eventi/
- lunedì 2 giugno 2025 – orario 10.30 / 19.30 – Evento per la Festa della Repubblica – Per informazioni e prenotazioni visita la pagina dedicata del sito FESTA DELLA REPUBBLICA ALL’ECOMUSEO DI CASCINA MOGLIONI
- domenica 22 giugno 2025 – orario 14.30 / 17.30
- domenica 29 giugno 2025 – orario 14.30 / 17.30
È inoltre possibile l’apertura su prenotazione da parte di gruppi organizzati.
Il costo dell’ingresso e della visita è di 2 euro.
VISITA L’ECOMUSEO DI CASCINA MOGLIONI
Presso la struttura potrete visitare le sale espositive, la ricostruzione multimediale di alcuni degli ambienti più significativi della cascina, vedere i documentari della videoteca dell’Ente e assistere a una dimostrazione sulla filatura tradizionale della lana. Nelle pertinenze, una breve passeggiata vi condurrà alla scoperta della zona umida e della pozza dove le donne andavano a lavare i panni, del frutteto e del “Teatro nella natura”. Potrete infine consultare e acquistare le pubblicazioni e le carte escursionistiche dell’Ente oltre a diversi gadget.
LA CASCINA
L’Ecomuseo di Cascina Moglioni è stato istituito nel 1996. Affidato all’Ente di gestione delle Aree Protette Appennino Piemontese (già Ente Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo), ha sede presso un’antica cascina di Capanne di Marcarolo (punto GPS 44.568897, 8.778814).
La zona di Capanne di Marcarolo, diventata Parco Naturale Regionale nel 1979, già agli inizi degli anni ’80 era stata a fondo indagata proprio per le sue particolarità non solo naturalistiche ma anche storico-antropiche, dovute al lungo isolamento geografico rispetto ai centri urbani limitrofi. L’ecomuseo si trova in un contesto naturale estremamente suggestivo, tra boschi di faggio, castagni secolari e praterie umide, ambienti adatti a ospitare piante e animali di grande interesse.
Poche sono le notizie storiche sulla cascina, il cui nome, “Moglioni”, deriva dal termine dialettale “muiuìn” che significa “zona umida”, habitat diffuso nelle sue pertinenze. Essa viene citata, per la prima volta, in un documento della seconda metà del ‘700 (il cosiddetto “Cabrero di Campo Freddo” del 1782, compilato dal Capitano Giacomo Brusco, ingegnere e cartografo al servizio della Repubblica di Genova), tra le diverse proprietà degli Spinola, famiglia nobile genovese, proprietaria di terreni e case rurali in zona; da testimonianze più recenti sappiamo inoltre che essa è stata abitata da diverse generazioni di contadini-mezzadri fino all’inizio degli anni ’70, periodo storico in cui si è registrato un massiccio abbandono della zona da parte degli abitanti, i “Cabané”, scesi nelle città e nei paesi vicini in cerca di condizioni di vita migliori.
Per quanto riguarda la struttura, l’ecomuseo si sviluppa su due edifici gialli (colore con cui gli Spinola segnalavano le loro proprietà), paralleli tra loro, un tempo utilizzati rispettivamente come stalla e fienile (costruzione a destra, nell’immagine) e come ricovero per gli attrezzi e abitazione (costruzione a sinistra, nell’immagine). Gli abitati presentano tipici tetti molto spioventi (a 45° gradi), l’uno ricostruito con le tipiche tegole della zona dette “pisanìn”, l’altro con scandole di legno di castagno.
Nella vecchia stalla, oggi trasformata in una sala per la proiezione di documentari, sono presenti due mangiatoie e una piccola porzione di pavimentazione originale. Al piano superiore, si trovava il fienile a cui si accedeva attraverso una grande apertura visibile nella parete a destra dell’ingresso; il soppalco è stato solo parzialmente ricostruito.
Nell’edificio di fronte, a piano terra, in una seconda stalla per le capre e le pecore, sono esposti strumenti e attrezzi della civiltà contadina. Tra tutti, il più originale è l’arcolaio a due pedali, tipico dell’area di Capanne di Marcarolo. Fa parte di questa struttura il forno a legna, costruito senza camino. Salendo al piano superiore, si entra in un ulteriore spazio espositivo, un tempo adibito a cucina, di cui resta l’antico lavandino in cemento. La stufa a legna, fulcro delle abitazioni di Capanne, era utilizzata per riscaldare la casa, per cucinare e per essiccare le castagne. Le due camere da letto adiacenti ospitano infine un breve percorso multimediale con l’allestimento di alcuni ambienti tipici della cascina: la stalla, la fienagione, il bosco e l’essiccatoio (“l’arbègu”) per le castagne.

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