Invito Speciale alle scuole: Aperta fino a fine ottobre la Mostra fotografica “IL GATTO DEI BOSCHI”
Al fine di consentire alle scuole del territorio di organizzare una visita, resterà aperta fino al 31 ottobre la mostra fotografica IL GATTO DEI BOSCHI a cura di Paolo Rossi e Nicola Rebora allestita presso la Sala conferenze delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese a Bosio AL (via Umberto I, 51 – Salita Poggio).
La mostra fotografica si compone di più di 40 immagini dedicate gatto selvatico (Felis silvestris silvestris) e alla natura dell’Appennino delle Quattro province.

Paolo Rossi così presenta la mostra e il libro “Il gatto dei boschi” :
“Dal 2018 ad oggi, dopo un primo video casuale (video-trappola), abbiamo cercato l’elusivo Gatto selvatico europeo nell’area montana compresa tra Val Trebbia (Ge), Val Boreca (Pc) e Val Borbera (Al): un labirinto di valli coperto da fitta vegetazione e caratterizzato da versanti estremamente scoscesi.
Da questa avventura naturalistica ha preso forma un libro fotografico intitolato “Il gatto dei boschi”(2023). Parte del contenuto di questo libro è stato “scomposto” e si è trasformato in questa mostra fotografica.
La mostra come il libro vede protagoniste sia foto che abbiamo realizzato di persona, sia foto che abbiamo realizzato con l’ausilio di foto-trappole. Non abbiamo utilizzato alcun tipo di flash, per limitare al massimo il disturbo nei confronti della fauna selvatica e perché amiamo la luce naturale del bosco.
Si tratta a tutti gli effetti delle prime immagini di questo felino in libertà in questa zona dell’Appennino e ad oggi, un mistero avvolge ancora questa schiva creatura: è tornata di recente in maniera del tutto naturale (come ha fatto il lupo) o è rimasta nascosta nelle zone più remote delle alte valli?“

IL GATTO SELVATICO
Alcuni anziani di questi luoghi (Appennino delle Quattro Province) ancora oggi in dialetto – con qualche piccola variante – lo chiamano gatto sarvago.
Il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è un animale solitario ed elusivo, con abitudini prevalentemente notturne, e risulta quindi difficile da osservare anche per i ricercatori più esperti.
Predilige habitat forestali, in particolare di latifoglie, e in zone dove sono presenti cavità rocciose che possono servire da riparo; evita soltanto le quote altitudinali elevate, probabilmente in relazione alle limitazioni dell’innevamento sulle attività di caccia e spostamento.
La dieta è composta di piccoli mammiferi, soprattutto roditori come topi e arvicole, ma si può cibare anche di lagomorfi e, secondariamente, di uccelli, rettili e invertebrati.
In Italia, il gatto selvatico europeo (Felis s. silvestris) è diffuso praticamente su tutto il territorio nazionale, dalla Sicilia al Friuli, mentre in Sardegna è presente la sottospecie (Felis s. lybica). Il gatto domestico rappresenta invece una sottospecie ulteriore (Felis s. catus).
Fare un stima numerica degli individui di gatto selvatico europeo presenti nel territorio italiano è molto difficile, per il carattere estremamente elusivo dell’animale, ma i ricercatori concordano nel ritenere che la popolazione sia in crescita, soprattutto nel Nord-est e nell’Appennino settentrionale, e che probabilmente siano presenti qualche migliaia di individui diffusi su tutto il territorio nazionale.
Il riconoscimento in natura non è semplice e c’è il rischio di scambiarlo per un semplice gatto domestico. L’elemento che più contraddistingue il gatto selvatico europeo è la coda che ha una forma tozza “clavata” con apice nero preceduto da tre o quattro anelli neri distinti che non sono mai collegati uno all’altro in zona dorsale; gli altri elementi caratteristici sono quattro strie nere, dietro la testa, nella zona occipitale-cervicale, due strie nere nella zona scapolare e una stretta banda dorsale, sulla schiena, che raggiunge la radice della coda senza mai superarla.
Il gatto selvatico europeo è un animale rigidamente territoriale, con aree di caccia di grandezza variabile tra 2 e 10 chilometri quadrati, per cui la densità media si aggira al massimo su 0,5/Kmq, con la possibilità solo per individui di sesso opposto di frequentare lo stesso territorio.
La riproduzione avviene una volta all’anno nei mesi di febbraio-marzo; dopo una gestazione di circa 65 giorni nascono da 2 a 5 cuccioli che resteranno con la mamma fino all’età di 6-8 mesi, dopodiché andranno in dispersione.
Per approfondimenti:
- Sito internet Paolo Rossi http://www.paorossi.it
- Sito internet ISPRA Progetto gatto selvatico
- Siti internet Museo di storia Naturale della Maremma Progetto Nazionale del gatto selvatico
- Articolo Piemonte Parchi BECCATO! IL GATTO SELVATICO AVVISTATO SULL’APPENNINO PIEMONTESE
- Articolo Piemonte Parchi IL GATTO SELVATICO, PRESENZA ELUSIVA E SILENZIOSA IN APPENNINO
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