Appennino News

Abitare la Terra: strumenti normativi per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e culturale

Nell’ambito della collaborazione con l’UNITRE di Mornese, sono iniziate le lezioni dell’ anno accademico 2025/2026.
Durante i primi due incontri sono stati esaminati alcuni strumenti normativi internazionali che, attraverso azioni concrete e strategie condivise, hanno come obiettivo la valorizzazione e la tutela del patrimonio naturale e culturale dei Paesi dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.

Foto Archivio APAP

Pensare come una montagna: il ruolo degli ecomusei nell’interpretazione del patrimonio ambientale e culturale
Relatrice: Elisa Arecco

Nella prima lezione, ci si è interrogati sul ruolo degli ecomusei nell’interpretazione e valorizzazione del territorio, nel quadro del diritto internazionale. Dopo un’introduzione dedicata all’articolo 9 della Costituzione Italiana, sono stati illustrati i contenuti della Convenzione di Faro, un documento incentrato sulla promozione e sulla tutela del patrimonio culturale (materiale e immateriale), e la Convenzione del paesaggio che, invece, si focalizza sulla salvaguardia, gestione e pianificazione dei paesaggi europei. Entrambi i documenti promuovono lo sviluppo umano ed economico, si propongono di migliorare la qualità della vita e di consolidare i processi democratici; valorizzano, inoltre, il ruolo attivo delle comunità, l’identità dei cittadini e la conoscenza reciproca degli Stati che compongono il Consiglio d’Europa.

 Euphydryas provincialis, una delle specie più significative, monitorate nell’ambito del progetto P.I.U.M.A. Foto di Giacomo Gola – Archivio APAP

Particolare rilievo è stato dato alla partecipazione dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese-Ecomuseo di Cascina Moglioni al Premio Nazionale del paesaggio (III edizione – anno 2020/2021) con il programma P.I.U.M.A., con il quale ha ottenuto una segnalazione per le seguenti motivazioni.

“La Commissione ha ritenuto il progetto meritevole di segnalazione per l’azione volta a ripristinare ambienti di alto valore biologico quali le praterie e i prati-pascoli, habitat il cui valore paesaggistico viene spesso sottovalutato, dedicando particolare attenzione all’attuazione di processi partecipativi finalizzati ad arrivare all’adozione di strumenti normativi condivisi per la gestione sostenibile dell’area”.

Attività di monitoraggio, effettuata dal personale dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese.
Foto di Giacomo Gola – Archivio APAP

La Rete Natura 2000: un pilastro normativo per la biodiversità”
Relatrice: Mara Calvini

Durante la seconda lezione, è stato evidenziato come la Rete Natura 2000, fondata sulle Direttive UE Uccelli e Habitat, costituisca il pilastro normativo europeo per la tutela della biodiversità. Non è solo un insieme di vincoli, ma una rete ecologica di ZPS (Zone di Protezione Speciale) e ZSC (Zone Speciali di Conservazione), gestita attraverso la Valutazione di Incidenza (VIncA) per bilanciare sviluppo e conservazione. In contesti frammentati, la coerenza della Rete dipende crucialmente dai Corridoi Ecologici.

Questi percorsi di connettività sono essenziali per il flusso genetico e la mobilità di specie chiave, trasformando i singoli siti protetti in un’unica “Infrastruttura Verde” capace di garantire la sopravvivenza a lungo termine del patrimonio naturale. Questa strategia di tutela è stata tradotta in un’azione concreta: l’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese ha attivamente contribuito alla redazione e realizzazione della rete e dei corridoi ecologici, in particolare per l’Erpetofauna e l’Avifauna, nell’ambito del progetto Life NatConnect2030, dimostrando l’impegno operativo a potenziare l’efficacia della Rete Natura 2000 sul territorio.

Prossimo appuntamento:
“Conservazione e futuro dell’ambiente: il ruolo delle Aree Protette nel diritto”.
Relatore: Ferrando Maurizio
9 dicembre 2025 presso il Collegio di Mornese

Articolo di Elisa Arecco & Mara Calvini