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Lupa catturata a Novi Ligure: dal monitoraggio all’intervento sul campo

Si è conclusa positivamente l’operazione di messa in sicurezza della giovane lupa (Canis Lupus) che da oltre un mese, gravitava nei quartieri periferici di Novi Ligure. L’intervento, è stato il risultato di un impegno collettivo che ha visto l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese ( in qualità di Centro Grandi Carnivori associato), lavorare a stretto contatto con il Comando Forestale, il personale del Servizio Faunistico Venatorio U.O.A., la Polizia Locale della Provincia di Alessandria e i Carabinieri Forestali del Nucleo di Stazzano, Nucleo Vigilanza Regionale Liguria e la Polizia Municipale di Novi Ligure.

Tutto è partito il 21 gennaio 2026, quando gli operatori del Gruppo di pronto intervento “WPIU Appennino”, creato nell’ambito del progetto Life WOLF ALPS EU, hanno ricevuto una serie di segnalazioni, foto e video, relativa alla presenza di un esemplare di lupo aggirarsi in aree periurbane del comune di Novi Ligure (AL).

Questo flusso di segnalazioni e informazioni ha dato il via ad un monitoraggio più intensivo dal 23 gennaio 2026: appostamenti e sopralluoghi, posizionamento di fototrappole e interviste ai residenti hanno evidenziato una presenza quasi quotidiana dell’animale all’interno del quartiere, soprattutto nelle ore serali.

I dati raccolti hanno permesso di individuare le aree maggiormente frequentate dal giovane lupo, rendendo plausibile l’idea che si trattasse di uno dei cuccioli monitorati durante l’estate 2025 dal guardiaparco delle Aree Protette Appennino Piemontese, Germano Ferrando la cui attività sul campo ha permesso di registrare la presenza di cinque cuccioli di lupo prima accompagnati dalla madre e in seguito lasciati da soli in un campo nei pressi della Strada Statale SS35, scelto dalla femmina come zona di riproduzione. Nel periodo successivo, due di loro, sono stati ritrovati morti lungo la SS335, i quali si è supposto essere i cuccioli osservati.

Una volta verificati gli avvistamenti e aver registrato la presenza dell’esemplare di lupo, gli Enti preposti si sono coordinati per definire il livello di criticità e quindi le successive azioni da perseguire. Il Centro Grandi Carnivori delle Alpi Marittime ha contattato il Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte, per illustrare la casistica e coordinare il coinvolgimento degli altri enti. E’ stata inviata una comunicazione informale ad ISPRA e in seguito la dott.ssa Iolanda Russo, funzionario di EGAP Appennino Piemontese ha collaborato con il Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte al fine di richiedere il parere formale all’ente per effettuare le azioni previste dal “PROTOCOLLO SPERIMENTALE PER L’IDENTIFICAZIONE E LA GESTIONE DEI LUPI URBANI E CONFIDENTI” di Aragno P. et all. (2024).

Secondo il protocollo, l’animale è infatti risultato abituato all’uomo, in quanto permetteva alle persone di avvicinarsi entro distanze inferiori ai 30 m, avvicinamento dettato dalla ricerca di fonti trofiche abbondantemente presenti nell’area indagata (rifiuti organici e non presenti nei cassonetti della spazzatura, rifiuti abbandonati nelle aree verdi, alimentazione diretta da parte degli abitanti del condominio). Questo contesto ha determinato nell’animale un condizionamento positivo con conseguente forte abituazione nei confronti dei centri abitati e all’uomo, per la quale si è resa necessaria la cattura.

La Regione Piemonte ha quindi optato per la cattura in un’ottica preventiva, adottando il “Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani confidenti” dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, realizzato nell’ambito del Progetto LIFE Wild Wolf, al fine di evitare il consolidarsi di comportamenti inappropriati in ambiente urbano, con possibili criticità future sia per la sicurezza pubblica, sia per il benessere dell’animale, nonché per scongiurare la possibilità di ibridazione con cani domestici.

L’operazione di cattura, svolta la prima volta la sera di giovedì 18 febbraio, è stata possibile grazie a un lavoro coordinato tra il personale di EGAP Appennino Piemontese, del Servizio Faunistico Venatorio U.O.A. Polizia Locale della Provincia di Alessandria, dei Carabinieri Forestali, di UNITO e Regione Liguria, conclusa con esito positivo al secondo tentativo di martedì 24 febbraio 2026.

Foto Archivio APAP – gruppo operativo la sera della cattura del 24/02/2026: Personale Servizio Venatorio Polizia della Provincia di Alessandria, personale Ente di Gestione Aree Protette Appennino Piemontese, UNITO, Agenti Regione Liguria e Carabinieri Forestali

Grazie a questa collaborazione, la giovane lupa è stata catturata e trasferita presso il Centro Animali Non Convenzionali (CANC) di Grugliasco dell’Università di Torino, dove sarà sottoposta a monitoraggio clinico per almeno 48 ore. Successivamente sarà trasferita dai Carabinieri Forestali al primo Centro di recupero animali selvatici disponibile dell’Arma, che ne garantirà la gestione e la tutela.

A testimonianza dell’importanza e della complessità dell’intervento i risultati e le modalità dell’operazioni sono stati formalizzati da un Comunicato Stampa congiunto redatto dalla Regione Piemonte, dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Stazzano, dal personale del Servizio Faunistico Venatorio U.O.A., dalla Polizia Locale della Provincia di Alessandria, dall’Università di Torino e dall’Ente di gestione delle Aree Protette Appennino Piemontese (in qualità di Centro Grandi Carnivori associato). La nota condivisa ribadisce come la comunicazione e la collaborazione tra Enti istituzionali, ricerca scientifica e forze dell’ordine abbia permesso di intervenire con precisione, garantendo l’incolumità pubblica e offrendo una seconda possibilità alla giovane lupa, ora finalmente al sicuro e lontana dai pericoli della strada.

Articolo scritto e redatto in collaborazione con dott.ssa Iolanda Russo, funzionario di EGAP Appennino Piemontese

Foto del Comando Carabinieri Tutela Forestale

Per leggere il Comunicato Stampa: