La Benedicta, chi c’era racconta

L’Ecomuseo di Cascina Moglioni è lieto di presentare, in occasione della sua prima ristampa, una breve recensione del libro di Santo Timossi “La Benedicta, chi c’era racconta”, una testimonianza “indiretta” sulle vicende legate all’occupazione nazista, alla lotta partigiana e al rastrellamento della Benedicta del 1944.
Fulcro del racconto è la Nespolo, una cascina non lontana dalla sede dell’Ecomuseo, a Capanne di Marcarolo (Bosio, Alessandria), dove Santo è nato nella primavera del 1943.
In questo luogo incantato, tra i castagni secolari e le acque cristalline del torrente Gorzente, si intrecciano le storie della famiglia Timossi e di coloro che,nel caos degli eventi della seconda Guerra mondiale, arrivarono nelle nostre montagne d’Appennino. Incontriamo così Lillo, il partigiano ferito o “u Ruscigneu”, il girovago o ancora Maria Timossi e Pietro (il russo), protagonisti di una lunga storia d’amore.
Si tratta di un racconto che, proprio nella sua semplicità, offre una visione originale dei tragici eventi di quegli anni, quello delle tante persone comuni che, nonostante la paura delle continue rappresaglie del regime nazifascista, cercarono di non dimenticare quel senso di solidarietà delle antiche comunità rurali.
Sempre dello stesso autore, è in vendita presso l’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese “Il mio Nespolo”.

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