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monitoraggio satellitare per studiare il Biancone: Convenzione tra l’Ente APAP e UniTO

L’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese ha formalizzato, con il Decreto Presidenziale 6/2025, una prestigiosa convenzione di ricerca con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino (DBIOS). Questa sinergia scientifica nasce per dare il via a un progetto d’avanguardia: il monitoraggio satellitare del Biancone (Circaetus gallicus).
Il Biancone (Circaetus gallicus) è un rapace migratore di interesse conservazionistico a livello europeo inserito nell’Allegato I della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” diffuso nell’area mediterranea e presente con popolazioni nidificanti nell’Appennino ligure e piemontese. La specie utilizza ampi territori di caccia e presenta elevata mobilità sia durante la stagione riproduttiva sia nelle fasi successive all’involo dei giovani.
Comprendere nel dettaglio come il Biancone utilizzi lo spazio, con particolare attenzione ai giovani dopo l’involo e agli spostamenti degli adulti, è un elemento chiave per approfondire la conoscenza ecologica della specie, guidare la pianificazione del territorio e individuare tempestivamente eventuali minacce alla sua conservazione. In questo contesto, assumono un ruolo centrale i Centri di Recupero di Fauna Selvatica (CRAS) che rilasciano periodicamente adulti reduci da traumi o periodi di debilitazione.
In questo contesto, il monitoraggio satellitare rappresenta un passo avanti fondamentale per studiare i movimenti e la selezione degli habitat dei grandi rapaci e per analizzare l’adattamento degli individui reintrodotti o recuperati:
Il primo obiettivo del progetto mira a studiare i movimenti e la selezione dell’habitat dei giovani bianconi subito dopo l’involo, definendo l’estensione delle loro aree di caccia e individuando possibili rischi. Parallelamente, il secondo obiettivo si focalizza sul monitoraggio degli adulti recuperati e reintrodotti in natura, con lo scopo di valutarne le capacità di adattamento e il successo del reinserimento post-riabilitazione.
Il monitoraggio, che avrà una durata di tre anni, interesserà un massimo di 16 esemplari (12 giovani e 4 adulti) nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo e nelle aree limitrofe tra le province di Alessandria e Genova. Per garantire la massima precisione dei dati senza influire sul benessere dei rapaci, l’Ente con la Determina Dirigenziale n.127/2026 , ha acquistato tre modelli di dispositivi GPS-GSM di ultima generazione con pannello solare integrato (peso circa 20–30 g), che saranno applicati tramite imbragatura dorsale backpack, nel rispetto delle linee guida internazionali per il marcaggio dei rapaci.
L’analisi dei dati satellitari consentirà di ottenere informazioni essenziali per la conservazione del Biancone (Circaetus gallicus) , individuando anche luoghi potenzialmente pericolosi per la specie. Attraverso quindi la collaborazione scientifica con il DBIOS, l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese si pone all’avanguardia nella gestione attiva del territorio e nella tutela di una specie di importanza comunitaria garantendo così una protezione concreta e duratura per il patrimonio naturale dell’ Appennino piemontese.